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2 Categoria
  MP
Gallicano2970
2 Torre Gaia2965
Res Roma2951
V.Gordiani2948
Gregoriana2944
Poli2942
Monteporzio2939
B.S.Lorenzo2937
Aurora2935
10 S.Cesareo2935
11 Beni Culturali2935
12 Montecompatri2933
13 C.SanPietro2933
14 Roman2929
15 Cetus Roma2929
16 Quarticciolo2917

Risultati

29.
Giornata
30.
Giornata
31.
Giornata
V.Gordiani - Aurora 1:0
B.S.Lorenzo - Quarticciolo 1:1
Beni Culturali - Roman 5:1
C.SanPietro - Gregoriana 1:0
Gallicano - Montecompatri 4:2
S.Cesareo - Cetus Roma 1:0
Res Roma - Poli 3:1
Torre Gaia - Monteporzio 4:3
V.Gordiani - S.Cesareo -:-
Cetus Roma - B.S.Lorenzo -:-
Gregoriana - Res Roma -:-
Montecompatri - C.SanPietro -:-
Monteporzio - Beni Culturali -:-
Poli - V.Gordiani -:-
Quarticciolo - Torre Gaia -:-
Roman - Gallicano -:-

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La Stagione: un anno di sport Stampa E-mail
Scritto da Piedeperno   
domenica 11 maggio 2008

Come in tutti i romanzi che si rispettino anche il nostro volge alla sua conclusione. Dopo trenta pagine piene di emozioni e sentimento si arriva a sfogliare la copertina finale e, tenendo il libro tra le mani, si ripensa alle emozioni che la storia ci ha suscitato: solo provandole riusciremo a dare una valida definizione emotiva alla nostra storia. In alternativa potremmo prendere il libro e riporlo sugli scaffali della nostra libreria pronto a prendere polvere ma in tal caso, non sapremo mai se è valsa la pena vivere le pagine che abbiamo letto.

 

Tutto iniziò in una fresca serata estiva quando, intorno ad un banchetto a base di pesce, ci vennero presentati il nuovo staff tecnico e i nuovi ragazzi che avrebbero preso parte all’avventura. Fin da subito nacque un po’ di scetticismo tra i “vecchi”, stato d’animo che culminò con la nascita di numerosi interrogativi: perché cosi tanti nuovi ragazzi? Se li ha voluti il mister partiamo svantaggiati? Chi è questo mister? Perché questo suo porsi cosi duro? La società non crede più nelle nostre potenzialità? La cena non diede chiarimenti e nessuno trovò risposta ai quesiti, l’unica certezza era l’obiettivo stagionale: LA 1a CATEGORIA. Alla luce di chi era rimasto e dei curriculum di chi si apprestava ad entrare a far parte della squadra, l’impresa sembrava alla portata di mano, quindi ogni giocatore mise il massimo entusiasmo già dal primo allenamento.
La preparazione si svolse in modo tecnicamente perfetto e agonisticamente impeccabile, così la vasta rosa allestita per affrontare al meglio la stagione, raggiunse un atletismo ottimo per iniziare il campionato. Ma qualcosa nello spogliatoio non funzionava! Molti giocatori si sentivano in conflitto con il mister, altri poco considerati e lo spogliatoio risultava per certi versi spaccato. Tuttavia la stagione ebbe inizio e il Torre Gaia dimostrò da subito di poter recitare un ruolo da protagonista. Il primo colpo di scena si ebbe alla seconda giornata, dove a seguito di una rassicurante vittoria la dirigenza decise di allontanare il mister perché i conflitti che  si erano venuti a creare nello spogliatoio poteva ledere all’obiettivo finale. Di fronte a ciò,  alcuni dei nuovi ragazzi ritennero opportuno cambiare aria perché pensavano che l’ambiente sarebbe potuto divenire ostile nei loro confronti, e così la rosa iniziale ebbe un timida sfoltita.
La dirigenza, a seguito della decisione affrettata, non si era premunita di un degno sostituto da collocare in panchina e così per le successive 6 gare lo stesso presidente si assunse l’onere di fare da allenatore e la conduzione degli allenamenti venne data ad un giocatore ferrato in materia. La squadra dimostrava di essere superiore alle avversarie, soprattutto in casa, avvicinandosi in modo vertiginoso alla vetta della classifica. Ma francamente ci si rese conto che una simile gestione era improponibile poiché serviva una persona che vivesse lo spogliatoio e svolgesse gli allenamenti. La svolta si ebbe alla 9 giornata con l’ingaggio del nuovo allenatore: un brava persona d’esperienza che aveva voglia di rimettersi in gioco.
Con l’arrivo del nuovo mister e l’innesto di alcuni elementi nel mercato di riparazione, il Torre Gaia iniziò a macinare gioco e a sfornare risultati interessanti che la portarono in vetta alla classifica in modo meritato e con un distacco importante dalle inseguitrici. Sembrava che tutto dovesse volgere per il meglio, ma un altro colpo di scena diete una scossa importante alla stagione.
Iniziò all’interno dello spogliatoio un consistente malcontento sia da parte di chi veniva poco utilizzato sia da parte di chi riteneva che la condizione fisica della squadra non fosse delle migliori. Così la società fu consigliata di prendere un preparatore che desse una maggiore brillantezza fisica: dopo numerosi consulti la dirigenza ingaggio un ottimo preparatore nonché conoscitore di calcio. A seguito però di una simile decisione il mister si sentì un po’ messo in disparte dalle mosse societarie e ritenne opportuno di chiamarsi fuori facendo così scoppiare un nuovo colpo di scena: il Torre Gaia capolista è di nuovo senza mister! La società cerca una soluzione a tale situazione consultandosi con la squadra in un summit all’interno dello spogliatoio.
Durante la riunione gli animi si accendono e le discussioni si fanno animate, tutto questo perché la soluzione della dirigenza non riscuote i consensi dei giocatori. Dopo un lungo confronto la soluzione: il preparatore diventa l’allenatore e guiderà la squadre nelle ultime 11 partite, tornando a ricoprire così un ruolo che era stato suo gia ai tempi della vittoria del campionato di 3° categoria. Una simile decisione rida morale allo spogliatoio che, caduto nello sconforto per la perdita dell’ennesimo mister che tanto aveva fatto bene, ritrova una persona leale e preparata come timoniere della nave. Ora ai giocatori non resta che continuare sulla via fin qui disegnata e difendere i 7 punti di vantaggio sulla seconda in classifica.
Il cambio inizialmente non dà i frutti sperati, non per demeriti di qualcuno, ma perché metabolizzare le nuove idee tecnico-tattiche costano tempo e punti alla squadra. Allo stesso tempo i numerosi infortuni e i problemi familiari del mister scuotono l’ambiente a tal punto che, dopo lo scontro diretto contro la seconda classifica, il Torre Gaia si divora tutti e 7 i punti di vantaggio e si fa riacciuffare in vetta alla classifica. Il morale della squadra cala vertiginosamente, ci si rende conto che ora il romanzo è molto più poliziesco di quanto si immaginava e tutta la gioia derivata dai risultati sportivi si trasforma ben presto in paura: terrore di non poter raggiungere una vittoria che per molti giocatori, eternamente secondi, significherebbe il giusto prezzo x tutti sacrifici fatti. L’unica magra consolazione è quella di aver raggiunto matematicamente il secondo posto che significa: promozione in 1° categoria. L’obiettivo stagionale è stato raggiunto! Ma ormai trovandosi in ballo, la voglia è quella di poter avere la gioia di vincere il campionato. Mancano 4 partite alla fine della stagione e lo scopo è quello di affrontarle come se fosse 4 finali, quattro battaglie in prima linea, 4 giornate da uomini.
La svolta negativa si ha già alla prima delle 4 finali: il Torre Gaia domina la partita ma il risultato finale è un pareggio. Un 1-1 che vuol dire sorpasso , un risultato che per noi giocatori significa l’inizio della fine ma che per qualcuno “dall’alto” rappresenta la giusta vendetta per le decisioni contestategli. A seguito dei propri problemi familiari il mister si vede costretto a lasciare il proprio incarico per stare vicino ai propri cari e così la squadra si trova dinnanzi all’ennesimo cambio di gestione: il presidente torna ad allenare la squadra per le ultime tre partite.
La speranza è quella di riagganciare la vetta e tentare di riappropriarsi di ciò che è stato nostro per tutto l’anno e che ci è scivolato di mano proprio sul più bello. Ma nelle ultime tre gare la squadra non riesce a dare una scossa importante alla stagione e racimola soltanto 3 punti, incappando in 2 pesanti sconfitte, a livello morale, contro le ultimi due squadre in classifica.
Finisce così un campionato che per lunghi tratti ha visto i ragazzi giallo-blu dominare in lungo e in largo la scena, imporre il proprio gioco in casa e in trasferta, ma soprattutto finiscono le pagine del nostro romanzo! Speravamo tanto di scrivere una storia d’amore e di passione che culminasse con la vittoria finale e la gioia di tutti i partecipanti, invece dobbiamo accontentarci di scrivere pagine piene di momenti di gioia e di momenti di pura follia e il finale tanto atteso che recita “vissero felici e contenti” viene sostituito da un semplice SE!
Perché forze la nostra stagione è piena di se, di situazioni dove siamo stati noi a scegliere una strada invece che un’altra decidendo da soli il nostro destino: ognuno di noi, partendo dalla dirigenza fino a colui che ha disputato pochissimi minuti di gioco, durante l’anno si è trovato di fronte ad un bivio e forse se oggi parliamo dei “se” sta a significare che non sempre la strada presa è stata quella giusta!
In conclusione le mie ultime parole vanno spese come elogio a ogni giocatore che ha fatto parte di questa squadra: un gruppo di ragazzi che, anche se con numerosi problemi di amalgama, hanno portato la società a raggiungere l’obiettivo di ottenere una MERITATA promozione.

 

P.S.: Ho omesso i nomi di ogni singola persona perché il mio scopo era quello di esaltare le gesta di un gruppo...Non me ne vogliate  per questo.

Commenti
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Piedeperno  - statistiche   |2008-05-14 12:01:57
Mi ero dimenticato di aggiungere alcuni dati statistici che danno idea di
come le diverse gestioni abbiano lavorato:

Masci=4punti/2partite media 2pu
Dirigenza=18pu/10pa media 1.8pu
Rossi=29pu/11pa media 2.63pu
Ottavio=14pu/7pa media 2pu

Come la buonanima di Tosatti ci insegna: i numeri contano sempre e
parlano da soli.
Alla luce dei seguenti dati:
1-Rossi vince la panchina d'oro
2-Dirigenza vince il trans d'oro

TUTTO IL RESTO E' NOIA
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