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Come in tutti i romanzi che
si rispettino anche il nostro volge alla sua conclusione. Dopo trenta pagine
piene di emozioni e sentimento si arriva a sfogliare la copertina finale e,
tenendo il libro tra le mani, si ripensa alle emozioni che la storia ci ha suscitato:
solo provandole riusciremo a dare una valida definizione emotiva alla nostra
storia. In alternativa potremmo prendere il libro e riporlo sugli scaffali
della nostra libreria pronto a prendere polvere ma in tal caso, non sapremo mai
se è valsa la pena vivere le pagine che abbiamo letto.
Tutto iniziò in una fresca
serata estiva quando, intorno ad un banchetto a base di pesce, ci vennero
presentati il nuovo staff tecnico e i nuovi ragazzi che avrebbero preso parte
all’avventura. Fin da subito nacque un po’ di scetticismo tra i “vecchi”, stato
d’animo che culminò con la nascita di numerosi interrogativi: perché cosi tanti
nuovi ragazzi? Se li ha voluti il mister partiamo svantaggiati? Chi è questo
mister? Perché questo suo porsi cosi duro? La società non crede più nelle
nostre potenzialità? La cena non diede chiarimenti e nessuno trovò risposta ai
quesiti, l’unica certezza era l’obiettivo stagionale: LA 1a CATEGORIA. Alla luce di chi era rimasto e dei curriculum di
chi si apprestava ad entrare a far parte della squadra, l’impresa sembrava alla
portata di mano, quindi ogni giocatore mise il massimo entusiasmo già dal primo
allenamento.
La preparazione si svolse in
modo tecnicamente perfetto e agonisticamente impeccabile, così la vasta rosa
allestita per affrontare al meglio la stagione, raggiunse un atletismo ottimo
per iniziare il campionato. Ma qualcosa nello spogliatoio non funzionava! Molti
giocatori si sentivano in conflitto con il mister, altri poco considerati e lo
spogliatoio risultava per certi versi spaccato. Tuttavia la stagione ebbe
inizio e il Torre Gaia dimostrò da subito di poter recitare un ruolo da
protagonista. Il primo colpo di scena si ebbe alla seconda giornata, dove a
seguito di una rassicurante vittoria la dirigenza decise di allontanare il
mister perché i conflitti che si erano
venuti a creare nello spogliatoio poteva ledere all’obiettivo finale. Di fronte
a ciò, alcuni dei nuovi ragazzi
ritennero opportuno cambiare aria perché pensavano che l’ambiente sarebbe
potuto divenire ostile nei loro confronti, e così la rosa iniziale ebbe un
timida sfoltita.
La dirigenza, a seguito della
decisione affrettata, non si era premunita di un degno sostituto da collocare
in panchina e così per le successive 6 gare lo stesso presidente si assunse l’onere
di fare da allenatore e la conduzione degli allenamenti venne data ad un
giocatore ferrato in materia. La squadra dimostrava di essere superiore alle
avversarie, soprattutto in casa, avvicinandosi in modo vertiginoso alla vetta
della classifica. Ma francamente ci si rese conto che una simile gestione era
improponibile poiché serviva una persona che vivesse lo spogliatoio e svolgesse
gli allenamenti. La svolta si ebbe alla 9 giornata con l’ingaggio del nuovo
allenatore: un brava persona d’esperienza che aveva voglia di rimettersi in
gioco.
Con l’arrivo del nuovo mister
e l’innesto di alcuni elementi nel mercato di riparazione, il Torre Gaia iniziò
a macinare gioco e a sfornare risultati interessanti che la portarono in vetta
alla classifica in modo meritato e con un distacco importante dalle
inseguitrici. Sembrava che tutto dovesse volgere per il meglio, ma un altro
colpo di scena diete una scossa importante alla stagione.
Iniziò all’interno dello
spogliatoio un consistente malcontento sia da parte di chi veniva poco
utilizzato sia da parte di chi riteneva che la condizione fisica della squadra
non fosse delle migliori. Così la società fu consigliata di prendere un
preparatore che desse una maggiore brillantezza fisica: dopo numerosi consulti
la dirigenza ingaggio un ottimo preparatore nonché conoscitore di calcio. A
seguito però di una simile decisione il mister si sentì un po’ messo in
disparte dalle mosse societarie e ritenne opportuno di chiamarsi fuori facendo
così scoppiare un nuovo colpo di scena: il Torre Gaia capolista è di nuovo
senza mister! La società cerca una soluzione a tale situazione consultandosi
con la squadra in un summit all’interno dello spogliatoio.
Durante la riunione gli animi
si accendono e le discussioni si fanno animate, tutto questo perché la
soluzione della dirigenza non riscuote i consensi dei giocatori. Dopo un lungo
confronto la soluzione: il preparatore diventa l’allenatore e guiderà la
squadre nelle ultime 11 partite, tornando a ricoprire così un ruolo che era
stato suo gia ai tempi della vittoria del campionato di 3° categoria. Una
simile decisione rida morale allo spogliatoio che, caduto nello sconforto per
la perdita dell’ennesimo mister che tanto aveva fatto bene, ritrova una persona
leale e preparata come timoniere della nave. Ora ai giocatori non resta che
continuare sulla via fin qui disegnata e difendere i 7 punti di vantaggio sulla
seconda in classifica.
Il cambio inizialmente non dà
i frutti sperati, non per demeriti di qualcuno, ma perché metabolizzare le
nuove idee tecnico-tattiche costano tempo e punti alla squadra. Allo stesso
tempo i numerosi infortuni e i problemi familiari del mister scuotono
l’ambiente a tal punto che, dopo lo scontro diretto contro la seconda
classifica, il Torre Gaia si divora tutti e 7 i punti di vantaggio e si fa
riacciuffare in vetta alla classifica. Il morale della squadra cala
vertiginosamente, ci si rende conto che ora il romanzo è molto più poliziesco
di quanto si immaginava e tutta la gioia derivata dai risultati sportivi si
trasforma ben presto in paura: terrore di non poter raggiungere una vittoria
che per molti giocatori, eternamente secondi, significherebbe il giusto prezzo
x tutti sacrifici fatti. L’unica magra consolazione è quella di aver raggiunto
matematicamente il secondo posto che significa: promozione in 1° categoria. L’obiettivo stagionale è stato
raggiunto! Ma ormai trovandosi in ballo, la voglia è quella di poter avere la
gioia di vincere il campionato. Mancano 4 partite alla fine della stagione e lo
scopo è quello di affrontarle come se fosse 4 finali, quattro battaglie in
prima linea, 4 giornate da uomini.
La svolta negativa si ha già
alla prima delle 4 finali: il Torre Gaia domina la partita ma il risultato
finale è un pareggio. Un 1-1 che vuol dire sorpasso , un risultato che per noi
giocatori significa l’inizio della fine ma che per qualcuno “dall’alto”
rappresenta la giusta vendetta per le decisioni contestategli. A seguito dei
propri problemi familiari il mister si vede costretto a lasciare il proprio
incarico per stare vicino ai propri cari e così la squadra si trova dinnanzi
all’ennesimo cambio di gestione: il presidente torna ad allenare la squadra per
le ultime tre partite.
La speranza è quella di
riagganciare la vetta e tentare di riappropriarsi di ciò che è stato nostro per
tutto l’anno e che ci è scivolato di mano proprio sul più bello. Ma nelle
ultime tre gare la squadra non riesce a dare una scossa importante alla
stagione e racimola soltanto 3 punti, incappando in 2 pesanti sconfitte, a
livello morale, contro le ultimi due squadre in classifica.
Finisce così un campionato
che per lunghi tratti ha visto i ragazzi giallo-blu dominare in lungo e in
largo la scena, imporre il proprio gioco in casa e in trasferta, ma soprattutto
finiscono le pagine del nostro romanzo! Speravamo tanto di scrivere una storia
d’amore e di passione che culminasse con la vittoria finale e la gioia di tutti
i partecipanti, invece dobbiamo accontentarci di scrivere pagine piene di
momenti di gioia e di momenti di pura follia e il finale tanto atteso che
recita “vissero felici e contenti” viene sostituito da un semplice SE!
Perché forze la nostra
stagione è piena di se, di situazioni dove siamo stati noi a scegliere una
strada invece che un’altra decidendo da soli il nostro destino: ognuno di noi,
partendo dalla dirigenza fino a colui che ha disputato pochissimi minuti di
gioco, durante l’anno si è trovato di fronte ad un bivio e forse se oggi
parliamo dei “se” sta a significare che non
sempre la strada presa è stata quella giusta!
In conclusione le mie ultime
parole vanno spese come elogio a ogni giocatore che ha fatto parte di questa
squadra: un gruppo di ragazzi che, anche se con numerosi problemi di amalgama,
hanno portato la società a raggiungere l’obiettivo di ottenere una MERITATA promozione.
P.S.: Ho omesso i nomi di
ogni singola persona perché il mio scopo era quello di esaltare le gesta di un
gruppo...Non me ne vogliate per questo.
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